panorama con prati verdi e montagna innevata

Gran tour MTB freeride a Prali (parte 1)

PREMESSA

La prima volta che sono andato a Prali risale all’ormai lontano 2007, in pieno boom bike park.

Ricordo che le piste erano fondamentalmente i sentieri già esistenti e solo leggermente lavorati, ma il mio cuore venne rapito dall’asprezza delle montagne circostanti e dall’incredibile bellezza della Conca dei 13 laghi.

E pur vivendo ad oltre 200 km di distanza, quasi ogni anno vi ho fatto tappa nel mio tour estivo dei bike park, interessato più che altro alle discese sulle placche di granito sotto al lago Primo in puro stile freeride e a percorrere parzialmente la strada militare verso la Rocca Bianca, scendendo su Indritti. E anno dopo anno ripetevo ai miei amici che andare a Prali valeva il viaggio, i chilometri, i soldi spesi!

Con il passare degli anni il bike park cresceva ma io rimanevo legato alle origini freeride, cercando sempre sentieri e linee non battute dalla massa.


placche di roccia e pascoli verdi
Freeride sulle placche di roccia durante una discesa

La scoperta e la ricerca del mio freeride tour mountain bike a Prali

Complice una nevicata improvvisa durante la notte che ne evidenzia la presenza, il 15 luglio 2016 i miei occhi scorgono la linea della mulattiera del Col Giulian e… ne rimango folgorato!!!

Quanto sarà lunga? Sarà ciclabile? Magari si riesce a fare un giro ad anello per tornare a Prali?” Sono le domande che iniziano a fissarsi in testa, mentre un “piccolo” tarlo incominciava a rosicchiare…


una linea rossa tracciata su una foto per evidenziare la traccia di un sentiero
In rosso la traccia della mulattiera del Col Giulian

Finchè, 2 anni fa, comprata una e-bike e dopo averne compreso le enormi potenzialità, inizio a cercare in rete fotografie della zona e relazioni di altri bikers che hanno percorso l’itinerario che avevo in mente: il risultato non soddisfa le mie necessità in quanto la maggior parte delle foto erano panoramiche di trekkers e semplici escursionisti a piedi.

Non rendono idea di come sia il fondo e non riportano informazioni su come siano i passaggi in mountain bike.

Sono tutte informazioni che non mi convincono fino in fondo della fattibilità del giro che voglio percorrere. Ho come l’idea che il rischio di portarsi a mano una bici per molti chilometri sia elevato; ed è una cosa che non voglio trovarmi ad affrontare!

Ho un concetto personale di “ciclabilità” di un percorso di montagna e se proprio devo prendere la bici in mano, deve essere per pochi tratti e nel complesso deve valerne veramente la pena.

La ragione direbbe di fare una ricognizione a piedi per togliermi ogni dubbio, vista la quota e la pendenza delle montagne

Fare una ricognizione a piedi del gran tour freeride che ho in mente di fare a Prali sarebbe la cosa più sensata, ma la distanza da casa mi frena. Non sono nuovo a tentare delle “prime” in solitaria collegando valli e passi in mountain bike, ma queste non sono le montagne di casa mia e mi incutono un timore nuovo che non avevo provato nel progettare le avventure precedenti. 

L’anno scorso poi [2019, ndr] ritenni di aver terminato la ricerca in rete

In verità, non avevo trovato molte informazioni aggiuntive in più rispetto a quelle che avevo già; ma era settembre, il mese perfetto per non soffrire troppo il caldo ed avere comunque a disposizione tante ore di luce, la sicurezza di trovare i canaloni sgombri da neve e anche un cielo probabilmente più limpido e senza la foschia estiva.

Ma non ero comunque tranquillo.


una bicicletta poggiata al muro di una baita di montagna e prati verdi
In sosta durante uno dei tour mountain bike nella Conca dei 13 Laghi a Prali

Sentivo che per questa avventura avevo bisogno di un compagno che appoggiasse questa mia idea e potesse intervenire in caso di necessità.

Un compagno disposto a provare il mio gran tour freeride di Prali senza ricognizione, a fare fatica e tecnicamente preparato ad affrontare situazioni semi trialistiche su sentieri sconosciuti e certamente esposti.

Nel mentre però i fine settimana passavano, io non trovavo la persona adatta, la seggiovia chiuse per il cambio di stagione e io dovetti rinunciare ancora al mio gran tour freeride nella Conca dei 13 laghi.

Poi arriva il 2020 con il Covid, il lock down e… la luce in fondo al tunnel!

È maggio 2020, il lock down imposto dalle autorità nazionali per via dell’emergenza COVID19 è terminato e nel mentre io sono tornato in contatto con un uomo di Torino conosciuto nei primi anni che avevo iniziato a frequentare Prali.

Dopo anni di messaggi ci troviamo un pomeriggio di questa estate e mi racconta delle sue avventure degli ultimi anni, sia in bici che a piedi.

Strano come la vita riesca ad incrociare le strade delle persone” penso e nel mentre si accende la luce: è lui il mio compagno di avventura!

Così lo inondo con tutte le informazioni recuperate online, le screenshot delle cartine, i file GPX per confrontarci sul tracciato da fare e tutte le impressioni e pensieri che mi sono balenati in testa in tutti questi anni.

Passano ancora le settimane, finchè un giovedì gli mando un messaggio: “Vanni, cosa fai domenica?“.

Non c’era molto da aggiungere se non il posto di ritrovo e l’ora. Il resto era già deciso.

Il nostro gran tour freeride della Conca dei 13 laghi a Prali stava per avere inizio!!!


Nose press sul granito della Conca dei 13 laghi

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