Mentre l’America di RFK Jr. lancia la sua rivoluzione del cibo vero, sorge spontanea una domanda: stiamo assistendo a un reale cambiamento di paradigma o gli Stati Uniti stanno semplicemente cercando di riscoprire i pilastri della nostra dieta mediterranea?
Alla luce di quanto scritto anni fa sulle mie scelte alimentari (https://agendadegliappunti.it/2021/03/29/il-manifesto-della-rinascita/) e date le novità che stanno facendo discutere i media a seguito della pubblicazione delle nuove linee guida USA 2025-2030 dedicate all’alimentazione, ho cercato di analizzare come queste indicazioni si confrontano con il modello italiano e quali sono i cambiamenti, per capire se è davvero una rivoluzione.
Le linee guida USA le potete consultare qui: https://realfood.gov/
La nuova piramide alimentare americana punta sulla qualità e sulla riconoscibilità di ciò che mettiamo nel piatto. Al centro c’è un messaggio semplice ma potente:
“Eat Real Food”
Confronto Distribuzione Macronutrienti: Italia vs USA 2025
Le differenze ci sono, ma non così eclatanti come è stato sbandierato da molti. La nuova piramide è, di fatto, molto allineata alla nostra tradizione.
Carboidrati
Passano dal range 50-60% al 40-50%, rimanendo comunque il macronutriente più presente. In pratica, si consiglia di assumere dalle 2 alle 4 porzioni al giorno di cereali integrali con un’indicazione chiarissima: dare la priorità assoluta ai cereali integrali ricchi di fibre (prioritize fiber-rich whole grains).
ll problema non sono i carboidrati in sé, ma la loro versione industriale. Il punto non è mangiare “meno” carboidrati in senso assoluto, ma sostituire quelli “vuoti” (prodotti ultra-processati come pane bianco con farine bianche, snack confezionati, cracker e cereali da colazione) con quelli che portano con sé benefici reali:
- Sazietà (le fibre rallentano la digestione).
- Controllo glicemico (le fibre evitano i picchi di insulina)
- Salute del microbiota (le fibre sono il nutrimento principale per i batteri buoni dell’intestino).
Riguardo zuccheri e latticini, viene citato esplicitamente che nessuna quantità di zucchero è raccomandata. Un singolo pasto non dovrebbe superare i 10 g di zuccheri aggiunti. Per questo motivo, non sono consigliati yogurt o latti aromatizzati (spesso molto ricchi di zuccheri), bensì le loro versioni naturali e intere (che contengono zuccheri si, ma in misura minore).
Grassi
Rispetto al passato, sempre per gli Americani, i grassi saturi rimangono sotto al 10% delle calorie, a conferma delle vecchie indicazioni. Aumenta però lo spazio per i grassi insaturi, con un richiamo molto forte all’uso dell’olio d’oliva.
Proteine: il cambiamento principale
In questo ambito si assiste alla variazione più netta: il target passa da 0,8-0,9 g/Kg delle vecchie linee guida a 1,2-1,6 g/Kg. Questi valori, da adattare al fabbisogno individuale e al contesto, erano in realtà già raccomandati per anziani e sportivi. L’indicazione è di inserire proteine di qualità ad ogni pasto, spaziando tra fonti animali (es: uova, pollo, pesce, carne) e vegetali (es: legumi, soia, frutta secca, semi).
Le nuove linee guida: Pro e Contro
Analizzando i accuratamente quanto scritto nella linea guida, perchè l’immagine della piramide è difficile correlarla al documento scritto, ecco quali sono secondo me gli aspetti più positivi e quelli che potrebbero generare un po’ di confusione:
✅ I PRO
- Focus sulla qualità: finalmente si smette di demonizzare i singoli nutrienti (come i grassi o i carboidrati in generale) e si punta il dito contro i prodotti ultra-processati. È un approccio molto più pratico e sano.
- Lotta allo zucchero: la linea durissima contro gli zuccheri aggiunti è fondamentale per combattere l’infiammazione e le malattie metaboliche.
- Valorizzazione delle fibre: mettere al centro i cereali integrali e i cibi ricchi di fibre è un toccasana per il nostro microbiota e per il controllo della fame.
- Personalizzazione proteica: l’innalzamento del target proteico riconosce l’importanza del mantenimento muscolare, non solo per gli atleti ma per tutti.
❌ I CONTRO
- Difficoltà applicativa: mangiare “cibo vero” richiede tempo per cucinare e fare la spesa. Per chi vive di pasti pronti, il passaggio potrebbe essere difficile senza una corretta educazione alimentare.
- Costi: spesso il cibo fresco e integrale ha un costo superiore rispetto ai prodotti industriali raffinati, il che può essere un limite .
- Rischio “Fai-da-te”: L’aumento delle proteine, se non bilanciato correttamente con il resto dei nutrienti, potrebbe portare a diete sbilanciate.
Il Piatto Ideale
Per visualizzare meglio i nuovi parametri, ecco un esempio di pasto bilanciato:
- 50% del piatto: Verdure di stagione
- Esempio: broccoli al vapore o un’insalata di lattuga o rucola, oppure di spinaci freschi. Forniscono fibre per il microbiota e micronutrienti essenziali senza alzare il carico glicemico.
- 25% del piatto: Proteine di qualità
- Esempio: Un filetto di salmone selvaggio ai ferri o del petto di pollo. Se preferisci i legumi, una porzione di lenticchie o ceci. L’obiettivo è avere una quota proteica solida che favorisca il senso di sazietà.
- 25% del piatto: Carboidrati “complessi e integrali”
- Esempio: Riso venere, quinoa o orzo integrale. Ricorda: stiamo dando la priorità alle fibre, quindi evitiamo farine bianche o prodotti industriali da scaffale.
- Il condimento: Grassi sani
- Esempio: 1-2 cucchiai di olio extravergine d’oliva a crudo e/o una manciata di semi di zucca o noci. È qui che gli americani stanno copiando la nostra cultura, alzando la quota di grassi buoni.
E’ quindi una rivoluzione?
Il messaggio finale è un richiamo ai pilastri che già conosciamo: verdure, legumi, olio evo, alimenti riconoscibili, meno cibo processato, il quale non è vietato ma deve essere un’eccezione.
Forse la rivoluzione di cui si parla in questi giorni (gennaio 2026) negli Stati Uniti sta nell’avere incorporato i principi di nutrizione al centro dell’agenda politica e aver semplificato il messaggio.
MANGIA CIBO VERO
Sembra uno sconvolgimento perché negli Stati Uniti, importante evidenziarlo, oltre il 70% degli adulti è in sovrappeso o obeso e la quota di disturbi è altissima. Queste indicazioni dovrebbero aiutare la popolazione dal punto di vista della qualità del cibo e della salute.
La vera rivoluzione (promossa dal Segretario alla Salute RFK Jr.) è a mio avviso guardare l’alimento intero. Se è “riconoscibile” e minimamente lavorato, deve avere la priorità.
In fondo, questa “rivoluzione” americana non fa che confermare quanto la nostra tradizione mediterranea sia preziosa e scientificamente solida.
Il ritorno alla semplicità è un messaggio che sta finalmente varcando l’oceano.
Il consiglio di marti per la spesa:
Quando siete al supermercato, fate questa verifica sull’etichetta alimentare del prodotto che vi interessa: se ha più di 4/5 ingredienti o contiene nomi che non riuscite nemmeno a pronunciare, probabilmente è un prodotto ultra-processato.
Scegliete cibi che non hanno bisogno di etichette: un uovo è un uovo, un broccolo è un broccolo!
Disclaimer: ci tengo a ricordare che, pur essendo un grande appassionato di nutrizione e amando approfondire questi temi, non sono un medico né un nutrizionista. Queste informazioni hanno uno scopo puramente divulgativo e si basano sulla mia analisi delle linee guida pubbliche. Per qualsiasi cambiamento nella vostra dieta o per ricevere un piano alimentare personalizzato basato sulle vostre esigenze specifiche, vi consiglio sempre di rivolgervi a un professionista qualificato. La salute è una cosa seria!



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