La recensione che ha aspettato quasi due anni per essere scritta.
L’arrivo di temperature più stabili e di perturbazioni meno frequenti segna il cambio di stagione non solo nell’armadio, ma anche nella scarpiera.
Ed è così che, come ogni anno, è arrivato il momento di mettere a riposo le Fizik Terra Ergolace GTX (delle quali vi avevo parlato qui 👉 https://bit.ly/RecensioneFizikErgolaceGTX) e rimettere ai piedi le Terra Atlas, ricevute in test subito dopo l’Italian Bike Festival 2024 (qui il video unboxing 👉 https://youtu.be/-rs4h1z-Dp4 e qui il racconto dell’evento 👉 https://youtu.be/mj8UQkJHH2s).
Guardando le date, qualcuno potrebbe chiedersi perché questa recensione arrivi soltanto oggi.
La verità è che non volevo scriverla quando tutto era ancora nuovo.
Non volevo raccontarvi le prime impressioni.
Non volevo lasciarmi trascinare dall’entusiasmo che spesso accompagna ogni nuovo prodotto.
Questa è una recensione che ha aspettato quasi due anni per essere scritta.
Pur avendo condiviso dopo poche settimane i miei consueti commenti a caldo con l’azienda, volevo capire cosa sarebbe successo dopo.
Dopo l’estate.
Dopo l’autunno.
Dopo centinaia di chilometri di commuting.
Dopo i rientri a casa del venerdì.
Dopo le uscite esplorative alla ricerca di nuovi percorsi da condividere con voi.
Dopo i viaggi, le commissioni in città, le giornate di sole e quelle di pioggia.
Volevo capire se, una volta svanito l’effetto novità, sarebbero rimaste ai miei piedi oppure sarebbero finite in fondo all’armadio insieme a tanti altri prodotti che inizialmente sembravano eccezionali.
Spoiler: sono ancora qui.
E probabilmente questo è già il giudizio più importante che potrei dare.
Dopo oltre 4.000 chilometri percorsi tra commuting, gravel, viaggi e vita quotidiana, è arrivato il momento di tirare le somme.

Caratteristiche tecniche
Le Fizik Terra Atlas nascono come scarpe off-road versatili, pensate per gravel, MTB, bikepacking e utilizzi misti. La filosofia del progetto è chiara: offrire una scarpa sufficientemente rigida per pedalare bene ma abbastanza confortevole per camminare quando necessario. (Fizik)
Tra le principali caratteristiche troviamo:
- chiusura BOA® singola con regolazione micrometrica;
- suola X5 in nylon con battistrada in gomma integrale;
- indice di rigidità pari a 5;
- predisposizione per tacchette SPD a due fori;
- tomaia microforata per favorire ventilazione e comfort;
- peso dichiarato di circa 355 grammi per scarpa. (Fizik)
Ma adesso passiamo alla parte interessante.
Design
Partiamo dalla cosa più semplice.
Sono belle.
Molto belle.
Fizik continua a distinguersi per uno stile riconoscibile e mai eccessivo. Le Terra Atlas riescono ad avere un aspetto tecnico senza sembrare uscite direttamente da una gara di Cross Country.
Dopo oltre un anno di utilizzo continuo posso dire che anche l’invecchiamento estetico è più che buono.

Pedalata
Qui le Atlas mi hanno convinto praticamente da subito.
La suola rigida restituisce una pedalata rotonda e precisa, permettendo di percepire molto bene la bicicletta sia nelle curve sia nella trasmissione della potenza sui pedali.
Anche nella fase di recupero il tallone rimane stabile e ben ancorato grazie agli inserti antiscivolo interni. Agendo ulteriormente sul BOA si elimina completamente qualsiasi movimento residuo senza creare punti di pressione fastidiosi sul collo del piede.
C’è però un aspetto curioso che ho notato fin dai primi giorni: utilizzando le stesse tacchette Shimano SPD, sugli stessi pedali e con la stessa regolazione di sgancio, l’aggancio e soprattutto lo sgancio risultano leggermente più duri rispetto ad altre scarpe Fizik che utilizzo abitualmente, come Terra Clima, Terra Ergolace o Nanuq.
La mia impressione è che la maggiore rigidità della struttura influisca sul comportamento complessivo del sistema scarpa-pedale.
Purtroppo non ho mai ricevuto un riscontro ufficiale dal reparto sviluppo prodotto, quindi rimane una mia ipotesi personale. Nulla di problematico, sia chiaro, ma una differenza che ho percepito in modo abbastanza evidente.
Camminata
La vera sorpresa.
Anzi, probabilmente l’aspetto che mi ha stupito più di tutti.
Non credevo di trovarmi così bene a camminare con una scarpa pensata principalmente per pedalare.
Acciottolati, stazioni ferroviarie, scale, marciapiedi e lunghe passeggiate durante trasferte e viaggi non hanno mai rappresentato un problema.
Anzi, spesso mi sono dimenticato di avere ai piedi una scarpa SPD.
Mi manca ancora la prova definitiva su fango serio e terreni molto tecnici off-road, ma per tutto ciò che riguarda gravel, commuting e utilizzo quotidiano il comportamento è stato eccellente.
Comfort
Superata la fase iniziale di adattamento della pianta del piede alla nuova intersuola, non ho mai avuto il minimo problema.
Nessun indolenzimento.
Nessun punto di pressione.
Nessun fastidio.
Anzi… se potessi, probabilmente le utilizzerei tutto l’anno.
Grip della suola
Promosse anche qui.
Il battistrada offre un ottimo livello di aderenza praticamente su ogni superficie che ho incontrato.
L’unico episodio degno di nota riguarda un paio di scivolate sfiorate sul pavimento piastrellato bagnato durante il commuting quotidiano.
In entrambe le occasioni il contatto è avvenuto quasi esclusivamente con la zona posteriore esterna del tallone.
Da qui una riflessione che avevo condiviso anche con il team di sviluppo prodotto: potrebbe avere senso prevedere una sorta di “no slippery zone” dedicata proprio a quell’area, un po’ come accade con le climbing zone delle scarpe da avvicinamento.
Parliamo comunque di un dettaglio molto specifico, che probabilmente il ciclista sportivo o il bikepacker non noterà mai.
Allo stesso modo, la zona centrale della suola potrebbe forse beneficiare di una finitura ancora più aggressiva per migliorare il grip quando si pedala sganciati o nelle manovre “postino style” tipiche dell’uso urbano.
Sono considerazioni più da reparto ricerca e sviluppo che da utilizzatore finale.
Tomaia e traspirazione
Da subito trasmette una sensazione di robustezza e durata.
Ma la vera sorpresa è la capacità di smaltire il calore.
Soffro parecchio il caldo ai piedi e posso dire che le Terra Atlas sono tra le scarpe più ventilate che abbia mai utilizzato.
Anche durante uscite con temperature superiori ai 35-40 gradi non ho mai avuto problemi.
La cosa ancora più interessante è che si sono rivelate molto più versatili del previsto.
Con una semplice calza in lana merino le ho utilizzate tranquillamente in autunno.
Con una calza termica sono riuscito a pedalare vicino allo zero termico senza particolari intorpidimenti.
Ad un certo punto, ad mi ero quasi dimenticato di avere nell’armadio le Terra Clima.
L’unica area che probabilmente rinforzerei riguarda la parte interna della tomaia che entra in contatto con il pedale quando si pedala sganciati. Una protezione TPU leggermente più estesa potrebbe migliorare ulteriormente durata e grip.
Conclusioni
Dopo oltre 4.000 chilometri percorsi posso dire che le Fizik Terra Atlas sono probabilmente una delle scarpe più equilibrate che abbia mai utilizzato.
Non sono le più rigide sul mercato.
Non sono le più leggere.
Non sono le più specialistiche.
Ed è proprio questo il loro punto di forza.
Sono scarpe che riescono a fare molto bene praticamente tutto: commuting, gravel, bikepacking, viaggi, escursioni e uscite sportive.
Se dovessi partire domani per una settimana in bicicletta e potessi portare con me un solo paio di scarpe, probabilmente sceglierei proprio loro.
Ed è forse il complimento più grande che posso fare a un prodotto nato per accompagnarti ovunque.



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