due ragazzi sul bus che da Dublino conduce a Belfast

Irlanda del Nord | Come siamo riusciti a perdere l’areo

È così che è iniziato il nostro ultimo viaggio; col perdere l’aereo dentro l’aeroporto!
Per chi è superstizioso sarebbe potuto essere un fatto di non buon auspicio e invece… eccomi qua a raccontarvelo oggi, a distanza di un anno e con una voglia di partire che non immaginate nemmeno!

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Un anno fa, precisamente, perdevamo il nostro areo per Belfast iniziando alla grande il nostro viaggio di sette giorni in Irlanda del Nord.

Una fatalità, se così vogliamo chiamarla, che oggi ci fa sorridere ma che, allo stesso tempo, ci ricorda le nostre fughe dagli assembramenti famigliari, molto consuete durante le feste natalizie.

E con la scusa di raccontarvi com’è andata, oggi inauguro un nuovo tag per i post sul blog: le disavventure di Marco e Claudia. Visto che ogni viaggio ha la sua, ci stava… no?

PERDERE L’AREO PER BELFAST È FACILE, SE CI METTI DEL TUO NEL FARLO…

Naturalmente non tutte le disavventure vengono per nuocere e spesso posso diventare delle simpatiche avventure, ricche di sfaccettature e di aneddoti da raccontare.

E così eccomi a raccontarvi come siamo riusciti a perdere l’areo per Belfast in occasione del nostro ultimo viaggio in Irlanda del Nord di una settimana a cavallo del Capodanno 2019-2020.
Il tutto, naturalmente, stando dentro all’aeroporto!!!

Eh si, avete letto bene: abbiamo perso l’aereo per Belfast stando dentro l’aeroporto!!!

E non ai banchi del check-in, ma proprio dentro l’area “sicura” e quindi quella zona dove si aspetta solo che arrivi il momento di imbarcarsi e a controlli di sicurezza già fatti [o così pensavo io, non ricordandomi del fatto che gli imbarchi per il Regno Unito già prima della Brexit fossero all’interno dell’area per i voli extra UE, nda].

MA PARTIAMO DAL PRINCIPIO

Devo dire che già l’arrivo in aeroporto non è stato dei migliori:

  • coda all’uscita della tangenziale di Bergamo causata dal nulla
  • oltre mezz’ora per trovare un buco dove lasciare la macchina nel parcheggio lunga sosta perchè i soliti incivili menefreghisti avevano parcheggiato le loro macchine occupando due parcheggi

Una volta superate le prime vicissitudini, prendiamo i trolley nel portabagagli della macchina e, camminando, ci dirigiamo verso l’ingresso dell’aeroporto prima e ai banchi del check-in poi.

L’aeroporto è pieno all’inverosimile; molti come noi sono in partenza per un viaggio di fine anno, altri si ricongiungeranno con i famigliari per passare la seconda trances di feste di Natale, altri tornano a casa dopo aver scoperto l’Italia e altri ancora tornano nei luoghi dove lavorano dopo aver passato la prima tranches di festività con la famiglia.

E, conoscendo i miei polli, già so che ci sarà da fare un bel po’ di coda ai controlli di sicurezza. Vabbè…

Grazie all’opzione “priorità” di Ryanair, che ci ha permette di sbrigare il check-in molto più velocemente, ci liberiamo quasi subito dei bagagli da caricare in stiva e, convalidato il check-in online, ci avviamo ai controlli di sicurezza armandoci di pazienza [non per la fila in se, ma per la gente in fila, nda].

Superato i controlli di sicurezza, guardo l’orologio e, rivolgendomi a Claudia “abbiamo un botto di tempo, mangiamo qualcosa? Alla fine l’aereo è anche in ritardo!!!”.

LE ULTIME PAROLE FAMOSE

Nel momento in cui mi sono rivolto a Claudia, non avevo però considerato il fatto che gli imbarchi chiudono 40 minuti prima che il volo parta e, praticamente, avevamo a malapena il tempo di mangiare… altro che mangiare con calma, fumare il sigaro, andare in bagno!

Eh si, perchè praticamente (come un pivello) non avevo considerato il fatto che l’aereo non è come il treno [e cioè che l’orario di partenza corrisponde verosimilmente a quello in cui puoi salire a bordo, nda] e non mi ero ricordato che i voli per il Regno Unito imbarcano dalla stessa zona dei voli extra UE e così… nel momento in cui raggiungiamo il gate di imbarco del nostro volo per Belfast le hostess di terra ci informano che l’imbarco è chiuso.

A questo punto chiamano il pilota per sapere se può farci imbarcare, ma lui non ne vuole sapere e così… siamo costretti ad uscire dalla zona imbarchi e tornare all’ingresso dell’aeroporto per acquistare un biglietto supplementare su uno dei prossimi voli.

Chiedo alle hostess di terra come mai non siamo stati chiamati al microfono e, soprattutto, come mai un aereo che doveva essere in ritardo di 40 minuti, alla fine è partito quasi in orario.
Mi risponde una di loro dicendo che è una prassi, quella di essere chiamati, non adottata dalla compagnia e che, riguardo al ritardo, a volte la compagnia lo schedula in automatico per “prevenzione”.
Sticazzi” penso, mentre guadagniamo l’uscita dall’area imbarchi…

PROSSIMA DESTINAZIONE, DUBLINO…

Claudia è nera, io ho lo sguardo basso basso e la testa china come per dire “hey, scusa, dai, non fare così, ho sbagliato, scusa“. Anche se dentro di me, mi viene da ridere… lo so, abbiamo perso dei soldi e rischiamo di perderne altri, ma prendiamola con filosofia, no? 🙂

Raggiungiamo il banco della biglietteria Ryanair. L’operatrice prende i nostri biglietti e, rivolgendosi a noi:”non abbiamo disponibilità su alcun volo, ma potrei mettervi in overbooking sull’ultimo volo per Dublino. Nel caso non doveste riuscire a prenderlo, abbiamo dei posti sul volo di domani ad ora di pranzo, sempre per Dublino“.

Piuttosto che niente” esclamo guardando Claudia “nel mentre prendiamo l’overbooking e incrociamo le dita“.
Paghiamo un supplemento di 200€ sui nostri biglietti [mantenendo tutti i plus, nda] portiamo i bagagli nel transito bagagli oversize “dove un operatore se ne prenderà cura” ci assicurano, guadagniamo nuovamente l’area imbarchi con ristoranti e negozi e troviamo un posto dove sederci.

Claudia è ancora nera, ma piano piano cerco di farla tornare a sorridere. Certo, il viaggio non inizia nel migliore dei modi e le aspettative/problematiche nel caso in cui dovessimo rimanere a terra non sono delle più rosee… ma a cosa serve crucciarsi?

Dopo essermi accertato dei collegamenti disponibili tra Dublino e Belfast all’ora in cui arriveremo, chiudo il portatile nello zaino e “vabbè, sprizzettino? Almeno inganniamo il tempo nel mentre“, esclamo guardando Claudia.
Lei mi lancia un’occhiataccia truce, ma come si fa a resistere a cotanto invito visto che poi è quasi ora dell’aperitivo?

INGANNIAMO IL TEMPO BEVENDO UNO SPRITZ E POI UN ALTRO E…

Tra uno Spritz e l’altro, ben presto si avvicina l’ora del “nostro” volo e, con largo anticipo, ci spostiamo nuovamente nella zona imbarchi Extra UE e ci avviciniamo al gate di partenza, collocato all’interno di un’area separata dagli altri gates con del compensato… C’è poca gente e anche un paio di posti a sedere, così ne approfittiamo visto che l’attesa sarà comunque lunga.

Piano Piano l’area inizia a popolarsi di gente e, nel momento in cui aprono il gate, i primi passeggeri iniziano a salire sulle navette che li porteranno sotto l’areo.
Nel giro di 20 minuti la fila sfoltisce, così con Claudia ci avviciniamo al gate; con noi una ragazza, che scopriremo essere una hostess Ryanair che rientra a Dublino per lavoro, anche lei in overbooking.
Lasciamo che sia lei a chiedere alle sue colleghe quando valuteranno se potremmo salire o meno. Nel mentre sopraggiungono altri passeggeri.

2, 3, 4, 6… inizio a contarli senza perdere la speranza di farcela

Fossi stato da solo non mi sarebbe interessato poi così tanto. Mi adatto facilmente agli imprevisti e me li lascio tranquillamente alle spalle senza pensarci troppo. Crucciarsi più di tanto non risolve il problema, e quindi…

Mentre un gruppetto di quattro sopraggiunge, la hostess di terra ci guarda e ci fa cenno di avvicinarci… ci siamo, è il nostro turno!!!

Guardo Claudia, sorrido e ci avviciniamo al gate. Controllo dei documenti e via… ci dirigiamo anche noi verso l’areo a bordo della navetta.

Una volta a bordo Claudia si rilassa; la guardo negli occhi, sorrido, gli porgo il pugnetto, lei risponde battendoci sopra con il suo.

WELCOME TO DUBLIN


Benvenuti a Dublino natale a dublino
Benvenuti a Dublino

Quando l’areo tocca il suolo in terra irlandese mi torna in mente quella scritta a pennarello improvvisata su un pezzo di cartone che ci accolse in occasione del nostro viaggio natalizio di qualche anno prima a Dublino.
Quattro giorni ricchi di aneddoti, spesi a girare una città praticamente chiusa. Potete cliccare QUI per rinfrescarvi la memoria 🙂

Ritiriamo i nostri bagagli e ci dirigiamo in fretta fuori dall’aeroporto.

Claudia fa giusto in tempo ad accendersi una sigaretta quando, guardandomi intorno, scorgo un bus a due piani con la scritta “Belfast”. Ci fiondiamo verso la banchina, mettiamo i trolley in stiva e ci accodiamo agli altri passeggeri.

Thirty four euros and sixty Sir” mi dice l’autista quando chiedo due biglietti per Belfast. Pago, saliamo a bordo e guadagniamo due posti a metà pullman, dietro una ragazza.
Mi è sempre piaciuta questa cosa del poter pagare il titolo di viaggio direttamente all’autista. Ti solleva da un casino di sbattimenti, in primis quello di cercare una biglietteria…

Il pullman per Belfast è pieno per metà di persone che tornano a casa dopo aver passato la serata in città, magari nei pub di Temple Bar, o magari le feste di Natale da qualche parente.
Tra qualche giorno sarà capodanno e un altro anno se ne va.

Ci scattiamo un selfie a testimonianza di questa avventura e metto il telefonino in carica in una delle prese USB del sedile davanti a me.
Butto la testa all’indietro, Claudia poggia la testa sulla mia spalla e ci godiamo un po’ di luci notturne dublinesi prima che il buio delle campagne irlandesi ci concili il sonno.

QUANDO ENTRIAMO A BELFAST È PASSATA LA UNA DI NOTTE

Claudia ha dormito poco, come sempre accade sui mezzi di trasporto diversamente da me che crollo quando gli stessi sono ancora fermi…

La fermata del bus non dista troppo dal nostro hotel e così ne approfittiamo per camminare un po’ e per guardarci un po’ in giro mentre seguiamo le indicazioni di Google Maps sul telefonino.
Fuori dai locali di ristorazione notturni le persone mangiano dopo aver passato la serata nei locali della città.

In 10 minuti scarsi siamo al nostro hotel. Facciamo il check in cercando di comprendere al meglio quello che ci dicono i due addetti della recption in un inglese quasi incomprensibile… era dai tempi della mia “vacanza-studio” a Newcastle che non sentivo un accento così di m*rda ah ah ah.

Alla fine tutto è andato per il meglio… abbiamo perso mezzo giornata scarsa di tempo e l’indomani mattina ci aspetta una super ricca colazione anglosassone di quelle che non mi godevo da troppo tempo e poi inizieremo a visitare la città.

CHE IL NOSTRO VIAGGIO IN IRLANDA DEL NORD ABBIA INIZIO!


due ragazzi tengono una birra in mano in segno di brindisi
Birrozza per festeggiare il nostro arrivo a Belfast, rigorosamente stout e Guinness per me 🙂

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