pasta all'uovo fregnacce fresche

Pasta all’uovo | Fregnacce fresche fatte in casa

Con l’autunno il mio “estro” in cucina non si placa e ogni pranzo diventa un buon motivo per provare a preparare nuovi manicaretti, magari a base di pasta all’uovo fatta in casa rigorosamente a mano.

Più passa il tempo e più mi convinco di aver ereditato da mia nonna la passione per la cucina [visto che lei è una maestra nell’arte della preparazione della pasta all’uovo fatta in casa, nda] e, seguendo le sue orme, un paio di settimane fa mi è venuta voglia di far assaggiare alla mia compagna le fregnacce fatte in casa, uno dei piatti tipici della cucina reatina, con la scusa anche di preparare un po’ di pasta all’uovo e rispolverare la macchina per stendere la pasta Imperia.

Prima o poi, magari con l’aiuto di mia nonna, imparerò a stendere anche la pasta con il matterello, state sereni 😉

Essendo la pasta all’uovo alla fine molto semplice da preparare e considerate le fregnacce un primo piatto molto semplice della cucina contadina, in un’oretta scarsa eravamo già seduti a tavola a mangiare

Ma passiamo alla preparazione delle nostre fregnacce fatte in casa, passando prima per la preparazione della pasta all’uovo fatta in casa.

Ingredienti per 3/4 persone:

  1. 200 gr di farina di grano duro “Kronos” QB bio
  2. 2 uova medie
  3. Una presa di sale

NOTA BENE: ogni due persone vanno sempre aggiunti 100 gr di farina e un uovo medio

Sul nostro piano di lavoro [io ne uso uno in legno, che in dialetto chiamiamo “spianatora”, nda] versiamo la farina formando un buco al centro, vi rompiamo le uova e aggiungiamo un pizzico di sale.

Aiutandoci con una forchetta, sbattiamo le uova e amalgamiamo gli ingredienti andando a prendere mano a mano la farina dalle pareti del nostro “vulcano”.

Quando le uova avranno raggiunto una consistenza tale da non essere più liquide, con la punta delle dita prendiamo la farina dai bordi e continuiamo ad amalgamarla alle uova.

Una volta che farina e uova sono ben amalgamate, passiamo a lavorare il nostro panetto avanti ed indietro (con il palmo della mano e fino al polso esercitando una leggera pressione) fino a renderlo liscio ed omogeneo. Chiudiamo il panetto in una ciotola e lasciamo riposare per 30/40 minuti.

Mentre facciamo riposare la pasta, prepariamo il sugo per le fregnacce

Va detto che il grande classico per le fragnacce sarebbe il sugo aglio, olio e olive nere; ma noi, non usando l’aglio in cucina e non avendo a disposizione le olive nere, ci siamo arrangiati con quello che avevamo in casa, colmando comunque queste lacune preparando un sugo a base di polpa Mutti, erba cipollina e una grattata di noce moscata.

Una volta passato il tempo di riposo, prepariamo la macchina per stendere la pasta sul piano della cucina, dividiamo il panetto in quattro parti e stendiamo la pasta in sfoglie non troppo sottili partendo dalla misura più grande della macchina fino al penultimo “buco” e ripiegando la sfoglia su se stessa più volte fino a quando non sarà della consistenza e della “sfogliatura” desiderata.

Spolveriamo il piano di lavoro con la farina e adagiamo le sfoglie una sopra all’altra, ricordandoci di spolverarle sempre di farina su entrambe i lati di modo che non si incollino tra di loro.

Pieghiamo la nostra “pila” di sfoglie su se stessa (dalla parte lunga) e con un coltello la tagliamo irregolarmente formando le nostre fregnacce.

Dentro un vassoio capiente o una teglia da forno, poggiamo uno strofinaccio pulito, adagiamo le nostre fregnacce, spolveriamo abbondantemente di farina e, con energici movimenti delle mani, facciamo “saltare” le fregnacce separandole.

Cuociamo le fregnacce in abbondante acqua bollente e salata per 5 minuti, le scoliamo e le versiamo in una padella capiente insieme al sugo, mescolando delicatamente tutto per un minuto scarso.

Impiattiamo, spolveriamo di formaggio (pecorino, Parmigiano Reggiano o Grana è indifferente) e siamo pronti a sederci in tavola.

Accompagniamo le nostre fregnacce con un buon vino rosso cesanese, vitigno del quale nella provincia di Rieti si trovano svariate vigne 🙂

NOTA BENE: la “formula” della nonna dice un uovo ed una presa (100gr) di farina ogni 2 persone. Se eventualmente la consistenza del panetto dovrebbe essere troppo dura, potete aggiungere un po’ d’acqua (almeno così faccio io) bagnandovi appena le mani. La durezza o la morbidezza del panetto può anche dipendere dalla grandezza delle uova. Se le uova sono troppo piccole, eventualmente lasciate da parte un po’ della dose di farina onde evitare di fare un panetto troppo duro.

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