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Perù | Il nostro itinerario di quindici giorni (Parte 2)

Nel precedente post avete avuto modo di leggere l’introduzione al nostro itinerario di quindici giorni in Perù.

Come dicevamo, non basta una vita per visitare il mondo, immaginate voi se possano mai bastare quindici giorni per visitare il Perù! Sicuramente no.

Perchè se si vogliono fare le cose fatte per bene, un viaggio in Perù ha bisogno di un itinerario di almeno venti giorni che diventano almeno trenta se si vuole visitare anche Huacacina, vedere le linee di Nazca e raggiungere Machu Picchu a piedi; e facendo tutto abbastanza “con calma”.

Se invece si hanno a disposizione pochi giorni, il nostro itinerario di quindici giorni in Perù potrebbe fare al caso vostro perchè è studiato per visitare i posti più importanti, vedere le cose più belle [senza fare le corse a piazzare le bandierine del “ci sono stato” nei vari posti, nda] e, sul finale, per farvi lasciare un pezzo del vostro cuore in questo magnifico paese!

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Escursione all’alba a Capanaconde. Sotto di noi la valle del Colca Canyon

L’itinerario del nostro viaggio di quindici giorni in Perù

Ecco quindi il nostro itinerario di quindi giorni in Perù e qualche appunto di viaggio.
Nei post che verranno più avanti approfondirò qualcuna di queste tappe dandovi magari qualche dritta 😉

Giorno #1, 12 agosto | Arrivo a Lima

Dopo un luuuungo viaggio Roma-Parigi-Lima atterriamo all’aeroporto della capitale peruviana e, dopo aver passato il controllo dell’immigrazione, cambiamo gli €uro in Soles già in aeroporto. È sempre meglio far girare grandi quantità di soldi in posti sicuri 🙂
A mezzo taxi, raggiungiamo il nostro hotel (3B Barranco’s) nel Barrio Barranco di Lima.
Una volta sistemati i bagagli nella stanza usciamo per una passeggiata e una cena tipica per entrare subito nel tessuto eno-gastronomico peruviano.
Notte in città.

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La Plaza de Armas di Lima

Giorno #2, 13 agosto | Lima e spostamento a Pisco

Mattinata a spasso per le vie del quartiere Barranco tra case coloniali, negozietti, murales coloratissimi e primi accenni di vita caotica peruviana.
Acquistiamo in un supermercato una scheda telefonica Claro per rimanere sempre connessi e poter utilizzare liberamente Google Maps, Booking, WhatsApp e anche i nostri social network [costo totale scheda+ricarica+attivazione pacchetto internet da 3 Giga, 110 soles peruviani di cui 40 rimasti a credito per rinnovare il pacchetto alla scadenza, nda].
In tarda mattinata ci spostiamo in taxi alla stazione dei bus Soyuz di Lima, dove lasciamo i nostri zaini nel deposito custodito. Ne approfittiamo per fare un giro veloce nella Plaza de Armas di Lima.
Visita al Monastero di San Francesco e alle annesse catacombe e poi, sempre in taxi, corsa nel traffico per tornare alla stazione dei bus Soyuz.

Alle 14:00 parte il nostro pullman per Pisco, dove alloggeremo all’Hostal Tambo Colorado, che ci ha organizzato il tour del giorno successivo e acquistato già i biglietti del bus per Ica.
Raggiungiamo Pisco intorno alle 18:00 e, dopo esserci sistemati in ostello, giriamo un po’ per le strade della città adiacenti alla Plaza de Armas (piazza centrale) e al nostro ostello; cena in un locale consigliato dalla proprietaria dell’ostello.
Non ci sono molti turisti in giro anzi, non ne vediamo proprio. Di solito i turisti che hanno in programma di vedere le Isole Ballestas e la Riserva Nazionale di Paracas alloggiano tutti a Paracas stessa.
NOTA: a Pisco i bus fermano alla Cruce de Pisco, lungo la Panamericana, e non in città. Dalla fermata del bus, per arrivare in città meglio prendere un taxi, specie se di notte. Circa 10/15 minuti al costo di 10 soles peruviani.


Giorno #3, 14 agosto | Tour delle Isole Ballestas e della Riserva Nazionale di Paracas

La prima “levataccia peruviana”: sveglia alle 5.30, fuori pioviggina e l’aria è frizzante. Aver portato con noi l’abbigliamento tecnico che normalmente utilizziamo per le nostre escursioni in montagna è stata una scelta azzeccata.
Colazione alle 6.00 e, alle 7.00, partenza per il tour alle Isole Ballestas e alla Riserva Nazionale di Paracas con tour operator che l’ostello in cui siamo ospiti ci ha prenotato 🙂
Alle Isole Ballestas e alla Riserva Nazionale di Paracas facciamo la nostra prima immersione nella vastità della natura peruviana e ci innamoriamo; una vastità che mi mette una bella pace dentro 🙂
Nel tardo pomeriggio, a fine tour, bus per Ica e a seguire bus (cama) notturno per Arequipa con Cruz del Sur [13 ore, nda].


Giorno #4, 15 agosto | Arequipa

Arriviamo ad Arequipa intorno alle 9:00 di mattina dopo un comodo viaggio in bus; ci sistemiamo in hotel (La Plaza Arequipa) e usciamo a visitare il Monastero di Santa Catalina da Siena.
Quando arriviamo ad Arequipa è domenica ed è in corso la settimana di festeggiamenti per il 479° anniversario della fondazione. Il 15 agosto è la giornata culmine dei festeggiamenti stessi.
La città “sfregola” di gente, c’è poco traffico, le picanteria sono piene di gente del posto e tutti i luoghi che Claudia si era prefissata di visitare sono chiusi… che culo, è?!?
Visto che sono abbastanza stanco dal viaggio in bus, dopo aver camminato per le strade fuori dal centro ce ne torniamo in hotel per “riposare” un po’. Siamo già a 2335 metri s.l.m. e un po’ di riposo fa bene per acclimatarsi.
Seduti sul balcone del nostro hotel, che da sulla Plaza de Armas di Arequipa, aspettiamo di incontrare alle 18.00 una delle guide di Pablo Tours, tour operator con il quale abbiamo prenotato il tour di due giorni “cultura e natura nel Colca Canyon“.
La guida dovrebbe ritirare il saldo del pagamento e spiegarci un po’ come funziona il tour di due giorni che abbiamo prenotato; il suo inglese non è proprio dei migliori, così l’incontro dura veramente poco. Per fortuna il giorno seguente non sarà lui a guidarci nel tour.
Facciamo “rifornimento idrico” per i giorni di tour a seguire (tre litri nella sacca idrica Camelbak, altri due “sciolti”), doccia e nanna presto.


Giorno #5, 16 agosto | Tour “cultura e natura nel Colca Canyon” (parte #1)

Sveglia prestissimo intorno alle 5.00 (colazione con breakfast box, servizio fornito dall’hotel) e alle 06.00 via sul pulmino di Pablo Tours, alla volta della Valle del Colca.
Insieme a noi altre sette persone: una famiglia di tre spagnoli, due amiche (una neozelandese e una spagnola) e una coppia brianzola.
Nel primo giorno di tour sono previsti vari spostamenti (in altrettanti luoghi e a differenti quote), la visita a delle sorgenti termali (con annesso bagnetto per chi lo vorrà), un “pranzo in famiglia”, una facile escursione a piedi (non per forza in quest’ordine).
Non sarà invece compreso nel tour lo svenimento di Claudia a quota 4910 metri s.l.m. con annesso voltastomaco e mal di testa, che si protrarranno fino a dopo pranzo.
Sarà stato il “mal di quota”? Boh, nel dubbio un Diamox dopo pranzo risolve tutto e i sintomi del soroche (mal di quota, appunto) non si presenteranno più per tutto il resto del viaggio 🙂
Prima di cena raggiungiamo Capanaconde, paese natale di Edison la nostra guida di origine Quechua.
Pernotto e cena peruviana (zuppa di quinoa e ottimo stufato di lama) presso Hotel La Casa di Santiago (incluso nel prezzo del tour).
Dopo cena, sfiniti, una bella doccia e alle 21.00, come ormai di consueto, siamo già nel letto…


Giorno #6, 17 agosto | Tour “cultura e natura nel Colca Canyon” (parte #2)

Sveglia prestissimo, anzi… ci svegliano i passi dei nostri compagni di ventura sul pianerottolo. La sveglia del cellulare non ha suonato e noi siamo in ritardissimo!
In men che non si dica siamo pronti a “partire” e raggiungiamo il resto del gruppo per un’escursione alle luci dell’alba fino al Gran Mirador de Achachihua. Durante l’escursione Edison ci accompa in un viaggio tra storia, tradizioni e cultura del paese di Capanaconde e delle sue famiglie.
Dopo l’escursione torniamo in hotel.
Colazione abbondante, sistemazione e caricamento bagagli e poi via… alla volta del Mirador del Condor per vedere questi splendidi volatili librarsi in aria. A seguire spostamento a Chivay per il pranzo.
Proprio da Chivay partirà, nel primo pomeriggio, il nostro “pullman turistico” per Puno (via Juliaca, una cittadina così brutta e incasinata che non credo di averne mai vista una simile in vita mia). Spostamento in pullman Chivay-Puno compreso nel prezzo del tour.
Arriviamo a Puno intorno alle 19:30, alloggio presso Casa Panqarani, una graziosa casa privata immersa in un giardino molto ben tenuto.
La casa, che in passato era stata di un commerciante italiano, è stata adibita a B&B dagli attuali proprietari, una coppia locale sulla sessantina.
Le sei ore di pullman da Chivay a Puno (costantemente sopra 4000 metri di quota) mi hanno stordito; sono stanco e con un forte mal di testa.
Cenano con noi, nel B&B, due ragazzi francesi (ospiti anche loro di Casa Panqarani) che ci raccontano della loro visita all’isola di Taquile e della loro “epopea” per raggiungere Aguas Calientes [da dove partono i pullman per Machu Picchu, nda] da Ollantaytambo a piedi, lungo un percorso di 15 km, in giornata e con in spalla lo zaino da viaggio.
Una vera sofferenza sotto ogni punto di vista (siamo sempre in quota, non dimentichiamolo) tanto che il ritorno lo hanno fatto con il “treno dei ricchi” [ovvero dei turisti, e nemmeno di tutti. Poi ve ne parlerò, nda].
Mangiamo, doccia e subito nanna… un’altra giornata impegnativa ci attende all’orizzonte! Nel dubbio, mi calo un Diamox (principio attivo usato anche per “combattere” il mal di quota o soroche che dir si voglia).


Giorno #8, 18 agosto | Lago Titicaca, Isole degli Uros e Isola di Taquile

Sveglia presto, ma non troppo. La doccia bollente, il riposo e, se vuoi, il Diamox mi hanno fatto bene, anche se ancora non riesco ad abituarmi al fatto che in tutti i posti dove abbiamo dormito fin ora non ci siano dei termosifoni.
Insomma, in Perù ad agosto non è proprio caldissimo e un po’ di tepore in stanza ci sarebbe stato bene… specie al mattino presto!
Vabbè, dopo una bella colazione siamo pronti ad uscire e, preparate le ultime cose in uno zainetto piccolo, lasciamo Casa Panqarani e i nostri zaini da viaggio in stanza. Torneremo qui l’indomani e non vogliamo portarci troppe cose al seguito.
Alle 08.00 passa a recuperarci il taxi organizzato dal tour operator che collabora con Cecilio, un residente dell’Isola di Taquile che Claudia ha contattato dall’Italia; passeremo la notte a casa sua e della sua famiglia 🙂
Il taxi ci accompagna al porto di Puno da dove, con una lancia, partirà il nostro tour sul Lago Titicaca (il lago in quota più grande del mondo) alla volta delle isole degli Uros prima e dell’isola di Taquile poi. Due esperienze diametralmente opposte, delle quali vi parlerò più avanti in un post dedicato.
Sul taxi una “ragazzina” italiana troppo agitata per i “ritardi” che stanno accumulando mi da veramente noia; non capisco perchè certa gente quando è in vacanza non riesca a rilassarsi… che sarà mai un treno troppo lungo che entra in porto e blocca la strada? ahahahah
Dopo aver visitato le “tristissime” isole degli Uros raggiungiamo l’Isola di Taquile dove ci incontriamo con Cecilio; con noi ci sono due coppie di italiani, tra loro la “ragazzina” agitata di cui poco sopra.
Dopo aver raggiunto la casa di Cecilio ci sistemiamo nella nostra stanza e poi a pranzo tutti insieme, con vista sul lago!
Nel pomeriggio usciamo a conoscere una parte dell’isola insieme al figlio di Cecilio, che ci fa da guida turistica.
Sulla punta più alta dell’Isola di Taquile, guardando all’orizzonte, sembra di essere al mare. Il Lago Titicaca è qualcosa di veramente vasto.
Sull’altra sponda del lago, la Bolivia.
Anche a cena staremo tutti insieme. Sarà anche l’unica occasione in cui divideremo la tavola con la famiglia di Cecilio, moglie esclusa.
Mangiamo, cantiamo, beviamo tisane ed infusi, ci facciamo grosse risate e poi a nanna sotto una montagna pesantissima di coperte.


Giorno #9, 19 agosto | Isola di Taquile e rientro a Puno

Dicono che sull’Isola di notte le temperature possono raggiungere i -15°C. Così, memori della notte passata al rifugio Benigni a Capodanno, passiamo la notte sotto qualcosa come 15 kg di coperte… ad un certo punto devo scostarne un paio perchè mi sta facendo male una spalla dal peso!
Quando ci svegliamo al mattino, con calma intorno alle 8.00, fuori c’è un bel sole e Cecilio ha già apparecchiato la tavola per la colazione.
La mattinata corre via tra le spiegazioni degli usi, costumi, lavori e tradizioni locali a cura di Cecilio, una passeggiata fino alla spiaggia (ma non proprio sulla spiaggia perchè i nostri compagni di ventura non se la sentono di scendere per poi doversi fare una scarpinata atomica per risalire) insieme al papà di Cecilio, i bambini e ragazzi dell’isola che corrono a scuola, sempre il papà di Cecilio che ci fa da cicerone e che ci mostra come viene praticata l’agricoltura sull’Isola di Taquile.
Pranziamo di nuovo a casa di Cecilio e poi, insieme a lui, raggiungiamo il porticciolo dal quale parte la lancia che ci riporterà sulla terra ferma, a Puno. Prima di lasciare l’Isola di Taquile Cecilio ci fa dono di un braccialetto filato dalla sua famiglia. Un dono prezioso, che custodiremo gelosamente.
Alle 18:00 circa siamo nuovamente a Casa Pancarani.
Sgranocchiamo qualcosa in camera insieme ad una birra Cusqueña Negra, doccia calda e nanna. Possiamo dire di essere abbastanza devastati!
Sull’isola di Taquile abbiamo vissuto momenti veramente intensi, che lasceranno il segno nel nostro cuore e nei nostri ricordi.


Giorno #10, 20 agosto | Trasferimento a Cusco

Sveglia, colazione con calma e poi taxi per la stazione dei bus di Puno, nei pressi del porto, da dove ci sposteremo a Cusco, la Capitale dell’Impero Inca a mezzo bus (appunto).
La stazione dei bus di Puno (come quella di Arequipa) sembra quasi un aeroporto con i suoi “controlli” all’ingresso, la sua zona di attesa, la zona “imbarchi” e tutte le rivendite delle compagnie di bus una dietro l’altra.
Il nostro bus parte intorno alle 9.00. Saranno sei le ore di viaggio da Puno a Cusco.
Sul bus leggo, dormicchio, ascolto il ragazzo italiano di una coppia dietro a noi che dice alla morosa che andando in bagno al piano inferiore ha incontrato un suo ex compagno di liceo che non vedeva da moltissimi anni e poi una ragazza italiana che racconta alla madre di quante foglie di coca ha masticato o messo nell’acqua calda…
Mi addormento, mentre Claudia guarda il paesaggio che scorre via veloce davanti ai suoi occhi.
Arriviamo a Cusco intorno alle 15:00, il tempo di ritirare i nostri zaini e prendiamo un taxi alla volta del Unaytambo Boutique Hotel Cusco [Unaytambo vuol dire “un luogo antico dove riposare” in lingua Quechua, nda] dove pernotteremo per i prossimi giorni e fino al nostro rientro a Lima.
L’hotel, che durante il dominio spagnolo fu l’abitazione del viceré, sorge sulle rovine di un antica e importante costruzione amministrativo-militare dell’epoca Inca. Si dice che Pachacuteq, il più straordinario tra i cusqueñi di ogni tempo, sia nato qui e lo testimonia la porta a doppio stipite che oggi è la porta d’ingresso dell’hotel.
Nelle immediate vicinanze dell’hotel Qurikancha (o Tempio del Sole), sulle cui mura distrutte gli spagnoli costruirono la chiesa di Santo Domingo e, a pochi minuti a piedi, la Plaza de Armas de Cusco che abbiamo raggiunto subito dopo aver sistemato i nostri zaini nella stanza [e aver fatto un piccolo spuntino perchè la fame mi si stava portando, nda].
Dopo aver acquistato il boleto turístico del Cusco [biglietto turistico di Cusco, necessario se si vogliono visitare più siti archeologici di Cusco e della Valle Sacra in più giorni, nda] facciamo un breve giretto in centro, qualche foto in notturna alla piazza, ceniamo con l’ormai immancabile zuppa di quinoa peruviana e poi doccia e letto… alle 21.30 siamo già “sotto le pezze”, puntuali come gli orologi svizzeri!

la plaza de armas di cusco itinerario viaggio quindici giorni in perù
Catturando scie di veicoli e persone nella Plaza de Armas di Cusco

Giorno #11, 21 agosto |Cusco

Dopo un’abbondante colazione in hotel, a base di prodotti biologici locali e due ricche uova strapazzate con formaggio e pomodorini freschi, seguendo un itinerario proposto dalla Lonely Planet iniziamo ad esplorare Cusco e, partendo dalla Plaza de Armas, ci dirigiamo verso il mercato di San Pedro, un luogo ricco di vita, colori, odori, persone di ogni tipo.
L’itinerario della Lonely Planet ci porta via praticamente tutto il giorno e, dopo aver visitato il quartiere di San Blas, il nostro tour culmina con la visita al sito archeologico di Saqsaywaman.
Dopo la visita, quasi al calar del sole, riprendiamo il nostro giro e, lungo la strada che ci riporterà verso la Plaza de Armas della capitale Inca, ci fermiamo a visitare la chiesa di San Cristobal e l’annesso campanile, che ci regala una vista notturna sulla città di Cusco deliziosa.
Mangiamo in un ristorante, gestito da alcune ragazze spagnole, vicino alla chiesa di San Blas e poi facciamo rientro in hotel.


Giorno #12, 22 agosto | Valle Sacra (parte#1)

Grazie al nostro hotel riusciamo a prenotare un taxi il cui proprietario è anche guida turistica al costo di 50$ americani (180 soles peruviane circa). Il tassista/guida si chiama Benjamin ed è un vero portento! Parla un ottimo inglese e sa fare il suo mestiere molto bene. Lo trovate su Facebook cliccando QUI.
Mentre siamo in macchina ci racconta un po’ la storia della sua vita, fatta, tra le cose, di un fuga di famiglia in tutta fretta verso la Bolivia quando era bambino per fuggire dai guerriglieri di Sendero Luminoso.
Con Benjamin visitiamo il sito archeologico di Pisac e il coloratissimo mercato del paese [dove acquistiamo anche qualche souvenir tra cui dei gomitoli di baby alpaca per mia mamma, nda] ed altri siti archeologici lungo la strada prima di far rientro a Cusco nel primo pomeriggio.
Prima di salutarci, chiediamo a Benjamin dove possiamo mangiare un buon Cui peruviano (porcellino d’India o cavia peruviana) e lui ci indica La Chomba, un posto molto tipico e a conduzione familiare, con tavoli di legno panche che si ribaltano se sei seduto “in punta”, porzioni giganti e la chicha morada più buona che abbia assaggiato in Perù! Qui abbiamo mangiato quasi ed esclusivamente con gente del posto o, se turisti, erano comunque peruviani!
Nel pomeriggio, dopo un riposino, visita a Qoricancha/Monastero e chiesa di Santo Domingo; a seguire ricerca di una rivendita dei biglietti del bus per salire a Machu Picchu da Aguas Calientes.
NOTA sul Cui peruviano: non saprei dirvi bene che sapore abbia la carne del porcellino d’India peruviano (cui, appunto); come consistenza sembra quasi il coniglio, ma poi la cotenna è molto simile a quella del maiale. Il rubber di verdure che usano per condirlo in cottura a lungo andare è un po’ “stomachevole” e vi consiglio di scansarlo se volete gustarvi questo piatto della tradizionale peruviana di Cusco fino in fondo. Insieme al Cui nel piatto c’erano anche dei taglioni all’uovo conditi con verdure e cipolle, due mezze “patate” di maioca e un peperone verde ripieno di ragù e verdure e poi impanato e fritto… quando sono uscito stentavo quasi a respirare 🙂
Fortuna che l’hotel era poco distante dal ristorante, così abbiamo fatto subito ad arrivare e stenderci un po’ sul letto per riprenderci dalla mangiata 🙂


Giorno #13, 23 agosto | Valle Sacra (giorno#2) e trasferimento ad Aguas Calientes

Dopo aver sistemato e chiuso i nostri zaini da viaggio che rimarranno in hotel a Cusco, prendiamo i nostri zainetti daily e uno zainetto più piccolo (nel quale abbiamo sistemato le cose di entrambe per due giorni), e scendiamo in reception. Ci attende uno degli inservienti che ci “scorterà” fino alla piazza in attesa del taxi con guida che ci ha prenotato l’hotel. Purtroppo Benjamin non era disponibile e così ci siamo dovuti accontentare di qualcun altro.
Il tassista/guida di oggi parla anche lui un ottimo inglese e dentro la macchina inizia a raccontarci un po’ di lui e di come sia arrivato a Cusco a fare questo mestiere. Poi passa a raccontarci un po’ di cose interessanti sul Perù, sugli Inca e su come siano arrivati nella zona di Cusco, cosa significasse l’Urubamba per gli Inca e su come una lingua che veniva parlata dalle persone colte di quei tempi sia scomparsa del tutto a causa degli spagnoli che non ce ne hanno lasciato traccia alcuna.
Quando arriviamo a Chinchero entriamo nella zona archeologica da soli. A differenza di Benjamin, questa “guida” non ha il tesserino e così non può entrare con noi e spiegarci cose. Poco male, tiriamo fuori la guida della Feltrinelli e facciamo da soli.
Passeggiamo un po’ tra le rovine alla scoperta dei vari punti di interesse.
Poi Claudia, curiosa come una donnola, si addentra fino sul fondo dei terrazzamenti dove scorre un piccolo fiume e un contadino è intento a lavorare la terra. Nel mentre io scatto qualche foto e mi godo il silenzio più totale e tutta questa natura incredibile sdraiato su un prato fischiettando “the lunatic is on the grass“.
Torniamo alla macchina e con il nostro autista ci dirigiamo verso le Salinas di Maras (delle quali vi parlerò in un post separato) prima e al sito archeologico di Moray poi.
Anche qui i terrazzamenti sono qualcosa di fantastico e mi chiedo sempre più come possano aver realizzato cotante opere in modo così ingegnoso.
Finito il giro del sito di Maray risaliamo sul taxi e, attraverso una lunga strada sterrata, raggiungiamo Ollantaytambo dove mangiamo un boccone, facciamo quattro passi e beviamo qualcosa in attesa del treno che ci porterà ad Aguas Calientes, dove arriveremo in tarda serata per pernottare alla Locanda Adela’s, posta praticamente a ridosso dei binari, come moltissime altre attività commerciali del posto.
Alla reception ci informano che sono arrivati a mezzo e-mail i nostri biglietti del bus per Machu Picchu, acquistati in un’agenzia di Cusco che ce li ha inviati presso di loro. Ce li stampano. Che efficienza ‘sti peruviani!
La fermata del bus per Machu Picchu si trova a 100 metri dalla locanda ed essendo che noi abbiamo prenotato l’accesso alla montagna di Machu Picchu dalle 7 alle 8, l’indomani mattina possiamo anche prendercela con calma (o almeno così dice l’omino della reception).
Mangiamo una zuppa di quinoa (che per tenere stomaco e intestino in ordine sembra essere proprio un toccasana), doccia e poi nanna… domani ci aspetta una giornata veramente pesante.
NOTA sui terrazzamenti Inca: sapevate che ad ogni “strato” dei terrazzamenti corrispondeva una coltivazione diversa e che, in alcuni casi, venivano realizzati con la pietra lavica in modo tale durante la notte (quando le temperature scendono molto) la pietra stessa potesse rilasciare il calore accumulato durante il giorno e mantenere le coltivazioni alla giusta temperatura? Erano dei geni questi Inca!


Giorno #14, 24 agosto | Machu Pichu

Sveglia tendenzialmente presto, colazione abbondante e dopo aver lasciato il nostro mini bagaglio in reception, ci dirigiamo verso la fermata del bus per Machu Picchu per metterci in fila. Partono talmente tanti bus uno dietro l’altro, che in meno di 10 minuti siamo a bordo anche noi.
La giornata non è delle migliori. Durante la notte è piovuto e c’è molta umidità nell’aria.
Le foto saranno una bella merda oggi” penso subito.
Sono quasi le 6.30 quando scendiamo dal bus in prossimità dell’ingresso al sito archeologico di Machu Picchu. “Obliteriamo” i biglietti d’ingresso e iniziamo a salire verso l’area archeologica.
La nostra prima meta è la Porta del Sole ma per raggiungerla dobbiamo far palare le gambotte decisamente forte.
Sulle guide non c’è scritto ma ve lo dico io: dall’ingresso di Machu Picchu alla Porta del Sole, camminando ad un passo molto spedito, ci vuole più di un’ora e altrettanta ce ne metterete a tornare indietro. Quindi, se dovete visitare la montagna di Machu Picchu con il primo turno (dalle 7 alle 8 come noi), dateci dentro forte sia in salita che in discesa 😉
Arriviamo al controllo dei biglietti per salire alla montagna di Machu Picchu che mancano cinque minuti alla chiusura del gate per il nostro turno; solo in quel momento ci rendiamo conto di cosa ci aspetta: 2760 gradini in un chilometro e trecento mentri.
Ce ne facciamo una ragione e ci avviamo in modalità tasi e tira. Arrivati in vetta la vista su Machu Picchu è quella che è… sinceramente detto, risparmiatevi una sfacchinata del genere!
Una volta nuovamente a “valle” ne approfittiamo per una sosta ai bagni (bisogna tornare all’ingresso per trovarne qualcuno) e per rifocillarci. A seguire, un paio di ore di tour dell’area archeologica prima di metterci nuovamente in fila per prendere il bus che ci riporterà ad Aguas Calientes.
Mentre siamo in fila ritroviamo Benjamin, la guida-autista del primo giorno nella Valle Sacra. È a Machu Picchu in compagnia di due turisti spagnoli. Scambiamo quattro chiacchiere finchè non saliamo sul bus.
Una volta ad Aguas Calientes inganniamo il tempo a suon di birrette e pizza, in attesa del treno che ci porterà ad Ollantaytambo.
Sul treno dormicchiamo un po’ e guardiamo le foto fatte durante la giornata.
Giunti ad Ollantaytambo raggiungiamo a piedi Terra Nostra, l’hotel dove alloggeremo per questa notte. Facciamo una doccia e via… subito a letto!


Giorno #15, 25 agosto | Ollantaytambo – Cusco

Oggi ce la prendiamo “comoda”, anche se prima di rientrare a Cusco abbiamo in programma di visitare il parco archeologico di Ollantaytambo [molto meglio curato ed attrezzato rispetto a Machu Picchu, nda] e la montagna di Pinkuylluna con i suoi fortini.
Intorno alle 12:00 prendiamo un collectivo per rientrare a Cusco, dove arriviamo intorno alle 13:00. È domenica e la città è super tranquilla… non sembra nemmeno la stessa città!
Fuori dal mercato di San Pedro [chiuso di domenica, nda] c’è comunque un bel movimento visto che i gestori dei banchi, che normalmente sono all’interno del mercato, hanno spostato le loro attività sulla piazza!
Cerchiamo un posto dove mangiare in Plaza San Francisco e finiamo per sederci al Qosqo Beer House Restobar, un posto dove il cameriere se termina qualcosa che hai ordinato lo compra nel negozio vicino (per esempio, la torta al cioccolato che avevo ordinato, presa nella pasticceria all’angolo del porticato).
Mangiamo così bene e così in tranquillità, che ci torneremo di nuovo!
Pomeriggio a spasso per le vie della città con lo scopo di acquistare qualche souvenir e qualche cartolina da spedire a casa.
Nanna presto… domani ci aspettano le montagne arcobaleno di Palcoyo.


Giorno #16, 26 agosto | Montagne arcobaleno di Palcoyo

Delle montagne arcobaleno di Palcoyo vi racconterò in un post a se stante; di seguito però voglio raccontarvi l’epopea vissuta per raggiungerle!
Sveglia, colazione abbondante e torniamo in camera in attesa che il tour operator ci venga a recuperare tra le 06:40 e le 07:00, come da programma.
L’epopea del nostro tour alle montagne arcobaleno di Palcoyo inizia alle 07:30 quando ancora non si è fatto vedere nessuno e scrivo un messaggio al tour operator per cercare di capire cosa stia accadendo. Mi dicono di aspettare che qualcuno sta arrivando…
Alle 08.00 ci vengono a chiamare in hotel, scendiamo e aspettiamo insieme ad un tipo non meglio identificato. Alle 08:30 un taxi viene a recuperarci ma io ho già capito la storia… qualcuno ha fatto qualche cazzata e qualcun altro non è passato a prenderci, così adesso stanno cercando di metterci una pezza!
Il tassista non parla mezza parola in inglese ne tantomeno in Italiano; poco male “avremmo bisogno del bagno” e “mangiamo qualcosa?” piuttosto che “vuoi un caffè?” in spagnolo riesco dirlo e così…
Dopo circa tre ore di taxi raggiungiamo il paese di Palcoyo, paghiamo l’accesso alla “zona sacra” (10 soles peruviani) e proseguiamo verso il punto da dove partono le escursioni per la “montagna arcobaleno” locale, tanto cara quanto sacra per gli indigeni.
Quando arriviamo al parcheggio da dove partono le escursioni, la nostra guida non c’è. Un ragazzo ci dice di averla vista partire mezz’ora prima di noi e che magari lo raggiungeremo lungo la via. Ci chiede comunque se stiamo bene, se è tutto ok con l’altitudine e ci indica il percorso da seguire.
Lo ringraziamo e, con passo lento, breve e deciso, ci incamminiamo e iniziamo a goderci lo spettacolo senza pensare ad altro.

La montagna arcobaleno di Palcoyo è incredibile e, per fortuna, non c’è il caos che normalmente c’è (a quanto abbiamo letto) a Vinycunca.
Se non fosse per due coglioncelli olandesi che devono per forza di cose rovinarci la giornata, posso dire che abbiamo raggiunto il top del nostro viaggio in Perù, in ogni senso!
Quando torniamo al parcheggio incontriamo per caso il tour operator/guida che avrebbe dovuto portarci in loco. Lui sostiene che l’agenzia che abbiamo contattato (e pagato in parte in anticipo) non gli abbia fornito i nostri nomi ma che se vogliamo lui ci può spiegare un po’ di cose e magari farci vedere qualcosa.
E bravo il furbetto, così poi non possiamo dire di non aver ricevuto il servizio e tu ti becchi i soldi del tour. Inculet, pirla!
Rifiutiamo [sfuriata di Claudia volutamente omessa, nda], saliamo sul “nostro” taxi e torniamo verso Cusco. Lungo la strada una sola sosta per far mangiare il tassista e poi via verso la città… non vedo l’ora di incontrare chi avrebbe dovuto assicurarci il tour per capire che cosa hanno combinato!
Arriviamo a Cusco intorno alle 18:00 e in hotel c’è già il qualcuno di cui sopra ad aspettarci ovvero, la responsabile dell’agenzia che avrebbe dovuto assicurarci il tour alle montagne arcobaleno di Palcoyo.
Chiariamo quanto accaduto e alla fine tutto si risolve con una stretta di mano, perchè vogliamo noi che sia così; ma gli facciamo capire che normalmente il turista medio si sarebbe fatto rimborsare anche l’acconto. Noi abbiamo preferito non farlo per “paura” che il tassista non venisse pagato.
Accettiamo un “rimborso” che consiste nel trasporto dal nostro hotel all’aeroporto di Cusco l’indomani; facciamo una doccia e poi usciamo a mangiare qualcosa.


Giorno #17, 27 agosto | Ritorno a Lima

Il nostro aereo per Lima con Latam Airlines parte alle 11:30. Prenotando il volo con largo anticipo siamo riusciti a spendere 94€ a testa, compreso il bagaglio in stiva. Non è poco, ma piuttosto che farsi venti e più ore di bus da Cusco a Lima…
Alle 13:00 siamo a Lima, in aeroporto ci attende il taxi che ci porterà in hotel. Questa volta abbiamo scelto di stare a Miraflores, di modo da poter visitare anche questo barrio di cui tutti parlano tanto!
Dopo aver preso possesso della stanza e lasciato gli zaini, usciamo per cercare un posto dove mangiare.
Troviamo un posto carino sulla strada dove lavora un Venezuelano di origini italiane che parla solo siciliano, e anche stretto! Non vede l’ora che sia l’anno prossimo dice, così potrà venire in Italia perchè gli arriva il passaporto.
Una volta mangiato, guida alla mano, iniziamo la nostra visita al Barrio Miraflores di Lima. Toccheremo i vari must see locali tra cui il parco degli innamorati dove è installata anche una scultura ispirata a Dalí che ritrae due innamorati abbracciati.
Quando siamo di nuovo nel centro di Miraflores è troppo presto per mangiare ma “troppo tardi” per stare ancora in giro a trastullarci… così torniamo in hotel.
Doccia bollente e via a nanna. Anche questa sera a letto senza cena!


Giorno #18, 28 agosto | Villa El Salvador (Lima) e rientro in Europa

Ultimo giorno in Perù, nel pomeriggio tardi il nostro volo per Roma (via Parigi) con Air France.
Ma prima di partire, Claudia ha voluto provare un’esperienza intensa, vera e genuina: lo Shanty Town Tour di Haku Tours nel Barrio Villa El Salvador.
Un tour che ci ha fatto scoprire un quartiere di Lima molto povero e che ci ha permesso di conoscere come è nato, come è gestito e come vivono le persone al suo interno. Ve ne parlerò in un post separato.
Vi anticipo però che, solo per il fatto che una buona parte dei soldi spesi finiscono in progetti locali o per acquistare da mangiare per delle famiglie locali disagiate, ne vale veramente la pena.
Lo Shanty Tours di Haku Tours è stata la “ciliegina sulla torta” del nostro viaggio in Perù. La ragione che, magari, un giorno ci farà tornare sul posto!
Alla fine del tour mangiamo qualcosa in un ristorante poco lontano dal nostro hotel, due ciambelle al Dunkin’ Donuts e poi in hotel, dove ci aspetta già il taxi per l’aeroporto.
Siamo in super orario e, una volta risolto un piccolo “problemuccio” creatoci dalla receptionist dell’hotel, guadagniamo presto il banco della Air France per imbarcare i nostri bagagli e dirigerci poi al controllo passaporti.
Arriviamo a Roma il giorno successivo, stanchi ma soddisfatti di un viaggio veramente incredibile, come non ne abbiamo mai fatti fin ora.
Recuperiamo la macchina al parcheggio e dirigiamo verso il paesello [Santa Rufina, nda] dove passeremo ancora qualche giorno prima di tornare a Milano.


Nelle prossime settimane/mesi cercherò di pubblicare anche qualche post di “approfondimento” sul nostro viaggio in Perù ma anche sui luoghi visitati

Magari riuscirò anche a pubblicare qualche post della serie “come fare che cosa e dove in Perù” in modo da potervi lasciare con qualche consiglio in più. Consiglio che magari potrà tornarvi utile nel caso in cui stiate organizzando anche voi un viaggio in Perù.

Se sei arrivato fino a qua ti ringrazio veramente tanto… non sapevo da dove iniziare e alla fine mi sono fatto prendere la mano, motivo per il quale ho diviso il nostro itinerario in Perù di quindici giorni in due post :’-)

scarpe appese ad un filo nel barrio el salvador di lima itinerario quindici giorni viaggio in perù
This is the end

6 pensieri su “Perù | Il nostro itinerario di quindici giorni (Parte 2)

    • Marco Angeletti ha detto:

      Qualcosina di carino c’era, ma mi verrebbe male a “guastare” quella bellezza di colori in bici 😂 comunque i tour operator organizzano “discese” con bici da dh old school sulla strada sterrata. Non ti dico a che scene ho dovuto assistere 😂

      Piace a 1 persona

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