un rider milanese con casco, mascherina e cuffie a conduzione ossea nella piazza del Duomo

Cuffie a conduzione ossea Aftershokz in bicicletta

Dopo avervi parlato in lungo e in largo delle cuffie a conduzione ossea Aftershokz Aeropex nel precedente post, voglio tornare a parlarvi di queste cuffie e del loro legame con la sicurezza in bicicletta.

Prima che scoppiasse l’emergenza COVID-19 e venisse imposto il lock-down dalle autorità nazionali, avevo chiesto queste cuffie in test proprio perchè volevo provarle in sella alla bicicletta e valutare la loro possibile relazione con la “sicurezza stradale”.

Quando ho visto le cuffie Aftershokz per la prima volta al press day di Green Media Lab [nel corner di Athena Sportech, nda], nel momento stesso in cui le ho calzate ho creduto che potessero essere la chiave di volta per chi, come me, fa dell’ascoltare la musica quasi una ragione di vita.

Perchè si la sicurezza in sella alla bicicletta viene prima di tutto, ma io non voglio privarmi del piacere di ascoltare della buona musica mentre pedalo… magari fischiettando spensieratamente i motivetti che sto ascoltando!

Ed ecco perchè sono convinto che le cuffie a conduzione ossea siano la soluzione ottimale.

Il binomio cuffie a conduzione ossea – sicurezza in bicicletta

Quando il 4 maggio scorso, dopo 70 giorni di lockdown, sono finalmente riuscito a saltare in sella alla mia gravel bike ho preso con me le cuffie Aftershokz a conduzione ossea e sono uscito di buona mattina a sciogliere le gambe sulle strade sterrate del Parco delle Groane.

Erano le 6 di mattina, il sole sorgeva ad est, la natura si stava risvegliando, c’era pochissimo (forse niente) traffico e poter sentire il cinguettio degli uccelli mentre in cuffia entrava Just a perfect day di Lou Reed… insomma, parliamone 🙂

Nei giorni a seguire ho ripreso ad usare la bicicletta anche per recarmi in ufficio. 30 km circa sull’asse Milano-Busto Arsizio lungo la Strada Statale del Sempione.

Una strada molto trafficata e con diverse situazioni di circolazione.
La condizione perfetta per testare le cuffie a 360° e capire quanto veramente possano influire sulla sicurezza stradale, ma anche sul nostro umore mentre pedaliamo piuttosto che sulla nostra performance.

le cuffie a conduzione ossea hanno contribuito a rendere quella prima mattina di libertà dopo il lock down ancora più epica!

Abituato com’ero alle cuffie intrauricolari, il solo fatto di poter avvertire con largo anticipo il rumore di ciò che sopraggiungeva alle mie spalle (come per esempio un camion, una macchina, una moto o altre biciclette a cui dare strada quando per esempio stiamo pedalando su una pista ciclabile) o di fronte a me, mi ha dato molta più sicurezza e, allo stesso tempo, con il passare dei giorni mi sono accorto che ero molto meno teso mentre pedalavo.

Probabilmente l’isolamento acustico eccessivo provocato dai normali auricolari mi portava ad essere sempre sul chivalà mentre, avendo il padiglione auricolare libero, le cuffie a conduzione ossea diffondono il suono “naturalmente”.

Eh si, perchè la conduzione ossea, in fin dei conti, è un fenomeno naturale: è proprio grazie alla conduzione ossea se riusciamo ad ascoltare la nostra voce.

Calzando le cuffie a conduzione ossea, abbiamo l’impressione di percepire il suono come se stesse arrivando da un qualsiasi diffusore audio “esterno”.
In sella alla bicicletta, per esempio, è come se il diffusore fosse fissato sul manubrio della bici; con la “piccola” differenza che essendo delle cuffie… non arrechiamo disturbo al prossimo, al quale magari della nostra musica può interessare meno di niente (come è capitato a me in un paio di occasioni con alcuni escursionisti incrociati sui sentieri).

Va detto naturalmente che il livello a cui teniamo il volume delle cuffie è un fattore molto importante in quanto, pur avendo il padiglione auricolare libero, in qualche caso l’audio delle cuffie potrebbe sovrastare i suoni dell’ambiente che ci circonda.


un ragazzo in bicicletta sorridente sotto la pioggia
Tornando a casa in bicicletta sotto una leggera pioggia, con le orecchie libere di ascoltare ciò che accade intorno a me e allo stesso tempo la mia musica preferita… senza isolarmi!

cuffie a conduzione ossea e qualità audio delle chiamate

A differenza di un qualsiasi diffusore audio però, le cuffie a conduzione ossea (in quanto tali) sono utilissime anche per rispondere/effettuare delle chiamate dal nostro cellulare ed avere le mani libere. Proprio come con dei normalissimi auricolari, ma sempre con la differenza di non attenuare la percezione di ciò che ci accade intorno.

Sto testando le cuffie ormai da qualche mese e, anche in sella alla bicicletta, ho sempre avuto degli ottimi feedback da parte di coloro con i quali ero al telefono, salvo fatto quando mi sono trovato a pedalare con vento contro o laterale sul microfono.
Ma in quei casi mi è bastato spostare un po’ la testa verso destra “a sfavore di vento”, per permettere a chi era in linea di sentirmi forte e chiaro.

C’è da dire che laddove il rumore del traffico diventa veramente elevato, si perde un po’ di qualità dell’audio ascoltato.
Problema che possiamo risolvere tranquillamente usando uno dei due tappi in dotazione con le cuffie; opzione molto comoda soprattutto per chi utilizza la bici per lavoro [rider o fattorino per citare un paio di categorie, nda] e magari è spesso al telefono.
Ricordiamo che così facendo però attenueremo un po’ la percezione di ciò che ci accade intorno in quanto andremo ad “isolare” uno dei due padiglioni auricolari. Di sicuro però non sarà come avere entrambe le orecchie “tappate”!!!

Solo adesso mi accorgo di come l’utilizzo delle cuffie intrauricolari mi abbia precluso in tutti questi anni la percezione della dimensione intorno a me

Utilizzando cuffie intrauricolari può accadere, anche senza accorgercene, di isolarci completamente dalla dimensione che ci circonda.

Il che può starci quando siamo in casa e abbiamo voglia di rilassarci e di isolarci da tutto e da tutti.

Ma in sella alla bicicletta, piuttosto mentre stiamo correndo o più semplicemente stiamo camminando sul marciapiede, isolarci da ciò che ci circonda può farci perdere la percezione di ciò che accade intorno a noi e la percezione del “pericolo”.

Durante la giornata i “fattori di pericolo” possono essere diversi e, fidatevi, che vi accorgerete subito della differenza una volta che proverete delle cuffie a conduzione ossea.

E prima di utilizzare nuovamente delle cuffie intrauricolari… ci penserete due volte.

le cuffie a conduzione ossea Aftershokz Aeropex sono un prodotto del quale non credo riuscirò a fare più a meno, e non solo in sella alla bici!

Spero che questa mia recensione possa essere utile a molti di voi che, ancora dubbiosi su questa tecnologia e sul prodotto Aftershokz in se, sono indecisi se fare o meno il salto di qualità 😉

Adesso vi lascio con un breve video registrato mentre tornavo a casa in bicicletta dal lavoro… credo che dalla mia estasi si capisca quanto queste cuffie mi siano piaciute!!!

Un pensiero su “Cuffie a conduzione ossea Aftershokz in bicicletta

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