una persona sullo sfondo cammina nel bosco per rilassarsi

Forest Therapy. Il bosco come mezzo per mantenersi in salute

Ed eccomi qua, pronta ad inaugurare questa mia avventura sul blog “Agenda Degli Appunti” con il mio primo articolo che, per certi aspetti, inaugura anche una nuova categoria sul blog ovvero “salute e benessere”.
Buona lettura, Selena

2 commenti

Ciao a tutti, io sono Selena. Una bambina con spirito nomade e curiosità che è stata cresciuta viaggiando e sperimentando un sacco di attività indoor e outdoor.

Questo mi ha portato a non diventare una campionessa in niente, ma una che si aggiusta in quello che capita con un perfetto stile da merendero 🙂

Stile che ha trovato la sua completa dimensione negli ultimi anni in cui, grazie a Davide e un gruppo pazzo di amici, ho imparato ad apprezzare la montagna in molte delle sue sfaccettature.
Per noi tutto non ruota intorno al locale per il sabato sera ma alla falesia della domenica mattina! Che poi sia falesia, escursione in montagna, pista da sci o fiume per canyoning poco importa in realtà…

Così tra un’uscita e l’altra ho deciso di raccontarvi la mia esperienza di osteopata, sportiva per passione e innamorata dell’attività outdoor, non tanto per quello che io sono in grado di dare a lei, ma più per quello che lei è in grado di dare a me!

E così eccomi qua, anche grazie alla “spinta” di Davide, ad inaugurare anche io [come La Ura, ndr] questa avventura sul blog Marco

Nel farlo, oggi vi parlerò di “bosco terapia” [forest therapy, nda] e di come il bosco possa essere un mezzo per mantenersi in salute… non solo fisica.

Camminare in mezzo al bosco non è solo uno dei modi più semplice per rilassarsi e scaricare lo stress ma si tratta di una vera e propria terapia che, in alcuni paesi, può essere addirittura prescritta dal medico

Il mio approccio alla medicina allopatica è avvenuto da un punto di vista da un punto di vista “privilegiato”: in un contesto moderno che suddivide il paziente in parti sempre più piccole con ciascuna il suo ultraspecialista, l’infermiere ha ancora in molti contesti la possibilità di vedere il paziente nella sua totalità.

Tuttavia credendo fermamente che ci fosse qualcosa di più dietro al nostro ammalarci ho deciso di intraprendere un percorso che desse ancora più voce a questo grido: per l’osteopata infatti colui che manifesta un disagio è qualcuno che ha perso “l’equilibrio” all’interno dei propri sistemi, che però vanno considerati parte di un tutto e non uno alla volta.

Mille progetti e poi… arriva il Covid

Vi racconto questo perchè a marzo 2020, come molti di voi, ho dovuto interrompere la mia routine lavorativa a causa del lockdown imposto dall’emergenza sanitaria COVID-19.


Soluzione al problema
Spesso i problemi sono occasioni per evolvere e migliorare

Dopo un primo momento di sconforto ho pensato che grazie alla mia laurea sanitaria avrei potuto dare un contributo concreto alla risoluzione della situazione e tornare più rapidamente alla mia vita che era stata bruscamente arrestata.

Sono tornata al lavoro ospedaliero, un lavoro che ammiro ma che non rientra nelle mie corde, in un contesto che, vi giuro, nel primo periodo aveva solo dubbi e pochissime risposte.

I sentimenti di paura e sconforto che vivevo in reparto me li portavo a casa, facendo fatica a togliermeli di dosso anche dopo la doccia di routine post turno.

L’unica cosa che in quel periodo mi ha aiutata e confortata, sono stati i boschi dietro casa.

Si, lo so che non bisognava uscire e io ho davvero limitato al massimo questa cosa; ma avendo la fortuna di abitare in una zona a ridosso di un bosco davvero molto poco frequentato e quindi poco accogliente per le persone, qualche passeggiata me la sono concessa ed è innegabile che tornando a casa stavo meglio, molto meglio.

A quel punto il mio spirito scientifico ha voluto saperne di più e ho scoperto che esistono moltissime ricerche che si sono occupate di valutare i benefici che il contatto con la natura ha sulla nostra salute.

La Forest Therapy ovvero, la medicina forestale

La medicina forestale, così si chiama in italiano, è una pratica riconosciuta in paesi come il Giappone, la Scozia e la Svezia; paesi dove i medici possono prescriverla come terapia.


Foresta all'alba
Un foresta immersa nei colori dell’alba

In Giappone con l’espressione Shinrin-Yoku viene definita una pratica legata alla tradizione che, tradotta, diventa “immersione o bagno forestale”. Nella figura del medico immunologo Qing-Li troviamo il fondatore della Società di Medicina Forestale che da molto tempo realizza studi e ricerche nell’ambito.

La Forest Therapy utilizza dei protocolli di “immersione” ben definiti che ne permettono un’oggettivazione anche ai fini di ricerca. In particolare Yoshifumi Miyazaki, altra figura di rilevanza nell’ambito, ha lavorato molto per produrre dei protocolli diversificati in base ai risultati che si vogliono ottenere.

Medicina Forestale e scienza

In Italia nel 2018 è stata fondata l’Associazione Italiana Medicina Forestale che si occupa di promuovere attività e formazione su tutto il territorio italiano e europeo.
Ma quindi perchè le mie passeggiate nel bosco mi facevano stare meglio?
Il senso di ristoro che può darci fare una passeggiata nei boschi è qualcosa di abbastanza istintivo, atavico.

Negli ultimi anni però una serie di studi hanno cercato di valutare a cosa fosse dovuta questa sensazione di benessere.
Sono stati messi a confronto soggetti che svolgevano la stessa attività di camminata, in contesto urbano e in contesto boschivo.

La valutazione dell’HRV (Heart Rate Variability), ovvero la misura ed analisi della variabilità della frequenza cardiaca che si usa tra (le altre cose) per valutare il bilanciamento del sistema Simpatico e quello Parasimpatico, ha dimostrato che una camminata nei boschi aumenta in maniera significativa l’attività del sistema Parasimpatico diminuendo quella del sistema Simpatico, rispetto a una camminata in contesto urbano.

Questi due sistemi fanno parte del sistema nervoso autonomo e si occupano di modulare le risposte del nostro corpo ai vari stimoli che ci arrivano dall’esterno.
In particolare possiamo considerare il sistema simpatico come colui che si occupa delle risposte di fuga, quelle che diventano nella nostra vita quotidiana situazioni “stressanti”. Il sistema parasimpatico invece è colui che gestisce le azioni relative al riposo, ma anche al funzionamento degli organi e del sistema immunitario.

In particolare uno sbilanciamento a favore del sistema parasimpatico ridurrebbe la produzione di ormone cortisolo e altri ormoni dello stress, come adrenalina e noradrenalina, che hanno per esempio l’effetto di aumentare la pressione arteriosa e la glicemia, ridurre la risposta del sistema immunitario e stimolare la lipogenesi (ingrassiamo!!!).

Non solo, alti livelli di questi ormoni hanno effetti negativi anche sul tono dell’umore, e ci possono provocare mal di testa e spossatezza.
Gli studi hanno di fatto evidenziato che in seguito all’attività nei boschi, si otteneva una riduzione della pressione arteriosa e della glicemia, ma anche una riduzione dell’ansia con un miglioramento delle capacità di concentrazione ed effetti positivi sul tono dell’umore.


Primo piano di una castagna di ippocastano


Un più recente studio ha inoltre valutato che già con un quarto d’ora di attività nei boschi si ha un inversione dei processi fisiologici in senso parasimpatico, con tutti i benefici del caso.

I benefici sembrano essere dovuti a un insieme di sensazioni sensoriali che comprendono odori, colori, suoni. Un ruolo importante sembrano avere le sostanze sospese in forma di aerosol che respiriamo durante una passeggiata nei boschi.

Infatti ci sarebbero sospese nell’aria del bosco una moltitudine di sostanze organiche rilasciate dalle piante che hanno effetti terapeutici per noi e che diversamente in aree urbane non sono in grado di arrivarci.
Il bosco è il contesto in cui ci siamo evoluti e trovandovici immersi la nostra memoria ci riporta al senso di sicurezza e ristoro che ci dava la nostra prima casa.

Per cui non resta che uscire e andare a fare una passeggiata nei boschi, cercando di immergervi mente e corpo in questa esperienza sensoriale.

E chissà che vedendo quale beneficio ci portiamo a casa dopo essere stati a contatto con la natura.. non ci dovessimo ricordare anche di rispettarla e tutelarla un pò di più, cercando di diventare per lei una Human Therapy.

2 comments on “Forest Therapy. Il bosco come mezzo per mantenersi in salute”

  1. Hey Selena, great stuff. I’ve been recently reflecting with several people that when we talk so what you’re passionate about it covers many areas. I always focussed in academic and late in life irealused ‘my place’ was outside – the bush, the mountains the lake – they soothe my soul, ease my heart and connect me. Its very timely to see this list, and I’m not surprised you’re connected with Marco. The miuntsins of North Italy are one of my very happy places!

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    1. Hi Croadie! thank you so much for your feedback!
      I think you were very lucky, as I was, to discover how much the outdoors is good for soul, body and mind! I hope by curating these articles to intrigue people who have not discovered it, wishing that they can do so soon!
      The Mountains of North Italy are waiting for you, see you soon! Selena

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